Questo Blog ha appena superato le 10000 visite!!!!
Grazie a tutti quelli che guardano e leggono...
Ciao Bengio
lunedì 22 aprile 2013
mercoledì 17 aprile 2013
NUOVE LINEE A SASSO CORBAIO
Finalmente sole!!!!! Anche troppo caldo adesso (non ci accontentiamo mai!!!),ma si riesce a scalare, chiodare e provare nuovi progetti.
Riccardo Caprasecca ha liberato sabato scorso "Lo spazzacamino" proponedo per la via un bell 8a; naturalmente boulder style, con un bel lancione tra il secondo ed ilterzo spit; altri progetti sono il tentativo di connessione di "Alibracciapinne" con "L'intraterrestre", veramente spettacolare!!! E "Zapotec", linea veramente dura che esce su "Vota Fatur".........le prese ci sono ma servon braccia e dita veramente di livello.....
Nelle foto tento la connessione Alibracciaterrestre......
mercoledì 20 marzo 2013
SCIOGLITI NEVE!!!!!!!
Domani è primavera, la poggia continua a bagnare i blocchi, la neve in montagna non vuole andar via......basta voglio scalare al VIVO d'ORCIA !!!!!
Tanti progetti e tanti sogni sono ad aspettarmi pazienti, ieri ho provato invano a fare lo sterrato che porta ai blocchi, ma ancora niente, la neve ne impedisce l'accesso. Al settore della Vetta ancora si scia.
E' questione di pochi giorni, lo sento.....abbandonare la plastica per un po' di roccia, per nuovi stimoli per la ricerca di nuove linee!!!!
venerdì 22 febbraio 2013
Vani tentatvi
Qualche volta, quando la neve al Vivo è troppo alta per scalare o quando accompagno qualche amico alla Chiesina, provo il blocco di Michele, L'ultimo dei Moicani. Mi è impossibile pensare di fare solamente il singolo del lancio, quindi perchè lo provo????? Per giocare e vivere nella speranza che un giorno forse potrei avere la sensazione di tenere quella maledetta tacca!!!!
Le foto bellissime, sono di Manu.
giovedì 14 febbraio 2013
ARTICOLO DI FEDE SU PLANETMOUNTAIN.
Dal sito Planetmountain vi riporto parole e pensieri di Federico Schlatter.....ormai quasi Amiata local
Amiata e l'arrampicata trad.
13.02.2013 di Federico Schlatter
L'arrampicata trad attorno al Monte Amiata in Toscana, presentata da Federico Schlatter.
Il toponimo Amiata deriva molto probabilmente dal latino “Ad meata” cioè “Alle Sorgenti” oppure secondo altre fonti da Mons Tuniatus (poi Montuniata) il monte di Tunia la massiama divinità etrusca. Comunque sia questo vulcano dormiente di 1738 s.l.m. interamente ricoperto di boschi rigogliosi di castagno e faggio, ricco di fauna, acque sorgive e bella gente è sicuramente un luogo se non sacro, magico e sicuramente fragile.
I suoi massi trachitici ben nascosti un pò ovunque sulle pendici del vulcano sono da tempo famosi nel mondo dell’arrampicata sia per la loro qualità che per la quantità, e attulamente la zona conta circa 200 boulder. Meno conosciuta è la presenza di alcune strutture più elevate attrezzate per l’arrampicata sportiva e anche se ci sono circa 150 vie sportive sviluppate soprattutto da Bengio Chiesi, in realtà il vaso di pandora è recentemente appena dischiuso da due dei suoi più psicotici frequentatori (da me e Michele Caminati) che hanno trovato qui è un ottimo terreno di gioco per l’arrampicata clean o trad che dir si voglia. Unico sopratutto nel centro Italia...
La roccia vulcanica dell’amiata proprio per la sua morfologia ricca di fessure e buchi la rende meravigliosamente adatta a questo tipo di arrampicata dove friend e sopratutto tricams la fanno da padrone, occhio solo alla fragilità delle strutture quali lame e tafoni.. Le strutture adatte sono sparse un pò ovunque. I castagneti che le racchiudono sono spesso privati ma accessibili (solo nel periodo della castagnatura sono off-limits) se percorsi nel massimo rispetto, lasciandoli meglio di come si trovano. Solo una minima parte delle possibili linee è stata per ora pulita e ripetuta. E’ anche possibile ripetere quasi tutti i precedenti itinerari sportivi (dal 4 all’ 7c/8a) in questa ottica. Gli arrampicatori locali si stanno dimostrando molto sensibili a questo approccio con ottimi risultati, vista l’unicità del luogo.
SCHEDA: l'arrampicata trad a Amiata
Federico Schlatter - breve curriculumNato a Firenze il 12/05/1962
Ho cominciato ad arrampicare nel 1976 con il CAI Prato. Negli anni a seguire ho aperto diversi itinerari tutti sulle Alpi Apuane, alcuni di difficoltà estreme - almeno per quel periodo - tra gli altri "Il muro delle ombre" sulla nord del Pizzo d’Uccello che conta solo due ripetizioni documentate in quasi trent'anni. Ho partecipato ad una spedizione nell’Himalaya del Kashmir nel 1981 ed alla prima gara di arrampicata a Bardonecchia "Sport Roccia" nel 1985 classificandomi nei primi 20. Ed è proprio la nascita dell’arrampicata sportiva e la sua progressiva massificazione che mi ha portato a spostare la mia voglia di esplorare ad altri sport: dal volo libero col parapendio - di cui sono stato un pioniere - al surf da onda professionistico di cui sono stato il primo italiano a qualificarsi al campionato mondiale professionisti ASP del 1999 in Australia.
Parallelamente è cominciata la mia carriera professionale prima come fotografo e poi al cinema come direttore della fotografia. Non e' da molto tempo che ho ripreso a scalare dopo una pausa di "appena" 18 anni: ho ritrovato un mondo profondamente rinnovato dove il tipo di approccio alla scalata che amavo era stato addirittura categorizzato e distinto dal resto... il Trad o per così dire l’approccio alla parete, alla scalata "by fair means".
In Italia e soprattutto nelle zone che frequento maggiormente intorno a Roma l’arrampicata sportiva predomina indubbiamente e quindi il mio arrivo con haulbag e protezioni veloci per percorrere "anarchicamente" anche linee sportive già protette infischiandomi degli itinerari definiti ha sollevato non poche sopracciglia…ma tant’è, il gioco e l’esplorazione continuano!
SCHEDA: l'arrampicata trad a Amiata
Federico Schlatter - breve curriculumNato a Firenze il 12/05/1962
Ho cominciato ad arrampicare nel 1976 con il CAI Prato. Negli anni a seguire ho aperto diversi itinerari tutti sulle Alpi Apuane, alcuni di difficoltà estreme - almeno per quel periodo - tra gli altri "Il muro delle ombre" sulla nord del Pizzo d’Uccello che conta solo due ripetizioni documentate in quasi trent'anni. Ho partecipato ad una spedizione nell’Himalaya del Kashmir nel 1981 ed alla prima gara di arrampicata a Bardonecchia "Sport Roccia" nel 1985 classificandomi nei primi 20. Ed è proprio la nascita dell’arrampicata sportiva e la sua progressiva massificazione che mi ha portato a spostare la mia voglia di esplorare ad altri sport: dal volo libero col parapendio - di cui sono stato un pioniere - al surf da onda professionistico di cui sono stato il primo italiano a qualificarsi al campionato mondiale professionisti ASP del 1999 in Australia.
Parallelamente è cominciata la mia carriera professionale prima come fotografo e poi al cinema come direttore della fotografia. Non e' da molto tempo che ho ripreso a scalare dopo una pausa di "appena" 18 anni: ho ritrovato un mondo profondamente rinnovato dove il tipo di approccio alla scalata che amavo era stato addirittura categorizzato e distinto dal resto... il Trad o per così dire l’approccio alla parete, alla scalata "by fair means".
In Italia e soprattutto nelle zone che frequento maggiormente intorno a Roma l’arrampicata sportiva predomina indubbiamente e quindi il mio arrivo con haulbag e protezioni veloci per percorrere "anarchicamente" anche linee sportive già protette infischiandomi degli itinerari definiti ha sollevato non poche sopracciglia…ma tant’è, il gioco e l’esplorazione continuano!
martedì 1 gennaio 2013
CHIESINA TRAD !!!!!
Federico Schlatter alle prese su due belle vie trad style al settore della Chiesina. Sembra proprio che la trachite si presti ad essere scalata in questo stile. L'Amiata rappresenta un'enorme potenziale di linee trad, vedere per credere......
domenica 18 novembre 2012
Mark sector
E' nato un nuovo settore all'Amiata grazie al lavoro di Mark. Una palla troppo alta per gli high ball ci ha donato per adesso sei vie molto particolari. Finché non ci scali non ti rendi conto della bellezza delle linee: puro boulder e pura violenza!!!! Tre spit, a volte solamente due, sembra una pazzia e invece è proprio divertente scalarci, soprattutto in questo periodo che il bosco offre sei sette gradi al sole e quindi una super aderenza!!!
Le foto sono della spettacolare via-project Abracadabra (il nome ancora non è sicuro). Veramente dura e veramente di dita.
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